L’avvocato della famiglia di Emanuele Galeppini, vittima a Crans-Montana, ha spiegato alcuni dettagli attesi dagli affetti del giovane defunto.
Da una parte Jessica Moretti, titolare del Le Constellation di Crans-Montana, che nega ogni responsabilità per la tragedia. Dall’altra, le famiglie delle vittime che chiedono spiegazioni. In questo senso sono da leggere le parole dell’avvocato della famiglia di Emanuele Galeppini, morto nella notte di Capodanno, in relazione ad alcuni accertamenti che sono stati richiesti a proposito dei fumi inalati all’interno del bar.

Emanuele Galeppini morto a Crans-Montana
Tra le vittime italiane della tragedia di Crans-Montana c’è stato anche Emanuele Galeppini, giovanissima promessa del golf che, rispetto ad altri ragazzi e ragazze, non è morto per le ferite riportate a causa dell’incendio ma per asfissia, come ha stabilito l’autopsia. Il giovanissimo, infatti, è deceduto dopo aver inalato i fumi tossici derivati dall’incendio che ha colpito il locale.
In questa ottica, l’avvocato della famiglia del ragazzo, ha voluto fare alcune precisazioni a Fanpage.it spiegando come si sia in attesa di conoscere l’esito di alcuni accertamenti che possano chiarire con esattezza il tipo di materiale utilizzato all’interno del locale della strage. Un elemento che potenzialmente potrebbe essere rilevante anche ai fini delle indagini e per accertare le responsabilità.
I fumi inalati all’interno del locale Le Constellation
L’avvocato della famiglia di Emanuele Galeppini, tra le sei vittime italiane dell’incendio nel locale La Constellation la notte di Capodanno, ha voluto fare chiarezza su alcuni aspetti ancora da decifrare. Il legale, Alessandro Vaccaro, ha fatto sapere a Fanpage.it che lui e gli affetti del giovane golfista defunto aspettano l’esito di alcuni accertamenti.
“Si attendono gli esiti degli esami sui fumi inalati da Emanuele Galeppini, saranno fondamentali per capire il tipo di materiale utilizzato all’interno del locale della strage di Crans Montana”, le parole attribuite all’avvocato. Questi risultati saranno fondamentali per comprendere appunto quali tipi di fumo Emanuele Galeppini ha respirato. Questo dettagliio potrebbe finalmente chiarire il materiale utilizzato all’interno del locale e che ha preso fuoco. In particolare si potrebbe determinare quello dei bassi pannelli posizionati sul soffitto che sono stati avvolti dalle fiamme dopo essere finiti a contatto con le candele scintillanti.